di Desirée Pangerc
Dottoranda in Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Università di Bergamo

Spesso ci capita di osservare il nostro corpo e di leggerci sopra la nostra storia: una cicatrice che ci ricorda una caduta dalla bicicletta da bambini, un'altra che richiama quanto siamo sbadati in cucina con un coltello particolarmente affilato. Questioni banali, che tutti noi abbiamo sperimentato.

di Giuseppe Martorana

Da qualche giorno abbiamo concluso la prima fase della nostra ricerca sul SIB, ovvero lo spoglio dei risultati ottenuti dall’indagine preliminare su di un piccolo gruppo di self injurers, i quali hanno partecipato volontariamente alla nostra ricerca per mezzo di SIBRIC. Il suddetto gruppo ha partecipato all’intero assessment, compilando sia il questionario on-line, che gli strumenti psicometrici. Il periodo di riferimento di tale ricerca è rappresentato dal

di Cinzia Purromuto "

Il corpo come strumento a cui delegare l'espressione di quel disagio che non può essere celato e difficilmente è comunicabile con le parole, il corpo come luogo ed espressione dell'angoscia... Le parole incomunicabili, che non trovano altro canale di espressione, si lasciano parlare e sono rese visibili a sé ed agli altri attraverso il proprio corpo". (Giuseppina Ustica, "Il gruppo omogeneo di psicoterapia analitica" in "Gruppi. Metodi e Strumenti").

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