Mhf, salve a tutti... La mia storia è una delle tante, io testimonio affinché uno possa in qualche modo sentirsi meno solo...perche' mi sento di farlo e basta e perche' so che che quando ci confrontiamo cresciamo assieme...nulla e' a caso nulla... Da dove partire, non saprei...vediamo se riesco a farmi intendere...

Tutti mi conoscevano fuori come una persona allegra vivace, la mattacchiona e la "diversa" della classe quando andavo a scuola...
Tutto è iniziato in terza media, da quando ho imparato a guardarmi attorno ed accorgermene di questa cruda realtà... non ricordo molto delle elementari nemmeno dell' infanzia... so soltanto che sin dall' inizio sono stata presa in giro per il mio modo di comportarmi, per il fatto che adoravo le cose da maschio e giocavo solo con loro, tuttora a distanza di anni i maschi mi considerano una di loro... infatti scherzavano, ci spingevamo e ci facevamo guerra come se niente fosse, a volte dimenticavano che peso meno di 50 kg e sono piccola di statura e capita che mi davano una spinta e mi scaraventevano dall' altra parte come se niente fosse...potrei riderci sopra.

 

Una volta mi arrabbiavo sempre, ero scontrosa e rigida mentalmente, molto... eppure andavo avanti per la mia strada e non mi importava niente, poi quando cresci e di mezzo si mettono queste maledette emozioni, straordinarie, potenti, travolgenti e maledettamente sincere, quando non si vive solo dell' Innocenza di un bambino, tutto cambia e come un vortice e un tornado, la vita incomincia a cambiare, cambi anche tu eppure sei sempre tu ma io trattenevo tutto dentro...e questa solitudine diveniva il mio incubo, eppure ora direi che è la mia compagna-nemica della Vita: ho sempre sofferto di questo stato e cominciavo a morire dentro ma agli occhi degli altri continuavo a essere la solita ragazzina, allegra, vivace, fino a quando in terza media sono incominciate le prime crisi di pianto e non volevo piu' andare a scuola... oltre che essere emarginata, avevo un profitto scolastico molto scarso eppure assieme a un compagno di classe, bocciato... ci mostravamo in tutti i modi... Era l' unico modo che avevamo imparato per farci accettare e per continuare in qualche modo a sperare in qualche modo, per aggrapparci alle ultime risorse che avevamo... Quanto abbiamo sofferto di solitudine, una situazione buia, triste non paragonabile al buio ma che va oltre... Quanti ricordi...oramai la gente ci aveva visto cosi' e ogni nostro tentativo di riparazione ai danni che avevamo combinato si rilevavano come fumo disperso. 

La gente non ti da tante possibilità' di cambiare, oramai ti considera per come ti ha conosciuta la prima volta... Quanti sguardi sprezzanti, prese in giro... La mia rabbia incominciava ad esplodere alimentata per troppo tempo... non che' io facessi molto per rimediare, quindi ammetto che la colpa e' stata anche mia... La solitudine non ti fa vedere le cose in modo chiaro, distoglie la realta' e si vede tutto nero quando non riesci piu' a ragionare, ti porta a una tristezza buia, a una situazione per niente piacevole...

In prima superiore pensavo che le cose potessero cambiare, scuola nuova, compagni nuovi, vita nuova eppure, non si cambia dall'oggi al domani e quindi continuavo a mostrarmi sempre con quella superficialità'...
I compagni mi detestavano... ho subito in questi anni molte parole sprezzanti, che mi hanno danneggiato ...atti di bullismo più' psicologici ma anche fisici ,vabbeh, io non tacevo mai, ne ho sempre parlato con i miei... A scuola sono sempre andata male e cosi' tutto e' iniziato: a 15 anni ho iniziato a tagliarmi...ferirmi il corpo a 16 anni, ho fumato la prima canna, ma fino a 19 anni mi lesionavo piu' che fumare anche se, non ho mai smesso di farlo io ho sempre fumato a periodi poi smettevo e non sentivo il bisogno...

Ma per 3 anni e mezzo la mia maschera è stata l'autolesionismo... mi sentivo bene, l' adrenalina mi saliva, quel bruciore, un piacere... Mi ferivo per esternare queste maledette emozioni, era diventato l' unico modo per riuscire ad esprimermi e rilassarmi, ma tendenzialmente lo facevo per auto punirmi, ogni volta che venivo sgridata, ogni volta che prendevo brutti voti a scuola, ogni volta che mi saliva la rabbia, per non fare male e e per auto controllarmi mi ferivo cosi' che non rischiassi di esplodere e tendo a farlo ancora adesso, mordendomi a parte casi singoli in cui ancora mi distruggo: l' autolesionismo, la mia salvezza era ed ora il Pensiero se farlo o, no il mio incubo... ho smesso diciamo a 19 anni, ora ne ho 22... ci sono stati altri momenti in cui per brevi periodi avevo smesso, ero calma ma poi ecco che infondo io cercavo sempre di far crollare la mia mente ed ecco che ancora lo cerco, in qualsiasi modo.
Come mi scrisse una ragazza -" Ora non e' difficile smettere di attuare il gesto, piu' complicato e' il pensiero, se farlo o, no."
Quanto avevi ragione, quanto...ora capisco, io ora sono in questa fase!

Parlarne non e' facile ma si dice che faccia bene... A 16 anni sono stata obbligata ad andare dalla psicologa, non volevo, come qualsiasi adolescente che non comprende a quell' eta' che in realta', i tuoi lo fanno perche' ti vogliono bene... Parlare di se' non e' mai facile, cosi' come aprire nuove porte e riaccendere vecchie ferite, non e' semplice...

Avrei preferito rimanere in piedi e rimanere con i pugni serrati piuttosto che dichiarare le mie emozioni, sotto questo punto di vista sono sempre stata una ragazza un po' distante anche dal punto di vista delle manifestazioni d' affetto, amore, tranne con i miei...
Ancora adesso seppur mi sono aperta in questi anni grazie ad alcune persone al percorso terapeutico che sta durando 3-4 anni e che ho cambiato ogni anno psicologa...tendo a essere la persona che preferirebbe tacere e tenersi tutto dentro eppure grazie alla prima dottoressa ho imparato che tenersi sempre addosso la maschera prosciuga un sacco di energie, quante e che non c' e' niente di male se ogni tanto, la togliamo...Crescendo ovviamente si matura eppure mi son accorta che in qualche modo cerco il male, perché' a esso che mi sto abituando e perché' e' più' semplice vivere nelle cose che si conoscono anziché' cercare quel bene che, tanto spaventa...alle cose felici.

Una rabbia ho, sono come divisa in due, da una parte sto bene dall' altra invece sento un malessere cosi' pesante...Eppure so che ci sono sofferenze piu' drammatiche nel mondo, so che sono solo cose superficiali le mie, so che sono ancora immatura seppur dall' altra parte invece lo sono come essere sensibile come sostengono molte persone che mi conoscono. Sono divisa a metà, sento il male...ho paura di me stessa, di cosa potrei fare se perdessi il controllo di questa rabbia.

Ci si rende conto di quel che negativamente facciamo solo quando vediamo, notiamo che le persone a noi care soffrono, sono alla disperazione a causa nostra, solo quando comprendiamo realmente che rischiamo di perderle che sensazione spettrale... Ora attualmente da quando ho smesso di ferirmi, ho iniziato di più ', abitualmente a fumare, non fumo molto anzi, eppure quando sono sotto l' effetto di...mi sento dannatamente triste, depressa, pesante e al top tremo dentro ma rilassata...eppure sono un po' spaventata, non so cosa fare, mah... Mhf, come scaricare i problemi... Se una volta mi ferivo ora comunque mi faccio del male in modo diverso ma pur sempre ferendomi comunque come, mi fece notare non poco tempo fa una ragazza.... -" Tagliarsi e fumare comunque son due modi sempre per farti male, nulla ha piu' senso che e' poi quello che vuoi, quello che cerchi...".

Testimoniare non e' facile sappiatelo ma lo faccio per far comprendere che siamo tutti uniti dai sentimenti, che comunque lo faccio per chi lo e' stato, chi lo e', e chi lo sara' ancora...Ci sono tante dipendenze e sono alla fine tutte simili perché' lo scopo e' cercare di non pensare, per deviare alla fine l'incontro con noi stessi, cercare di fuggire da che cosa o, da chi ...non si sa ancora... eppure non per sempre potremo farlo credo: prima o poi, dovremmo affrontare le nostre paure, i nostri fantasmi del passato e i legami... prima o poi, dovremo affrontare e metterci a faccia a faccia con noi stessi...

Io sostengo che sono stata un'autolesionista, lo sono e lo sarò per sempre, ancora... perché' quando una cosa ti entra, farà' parte di te per sempre, perché' anche a distanza di anni ci potrà' essere qualsiasi fattore che ci potrà' farci ricadere in quell' inferno conosciuto a noi: qualsiasi cosa, potrà' farci rivivere quei momenti... Finche' dinnanzi a un albero, ai colori di un tramonto, o, a un abbraccio inaspettato riuscirò' a Sorridere, allora credo che, valga la pena vivere ancora... Il Sorriso e' diventato la mia unica Salvezza e se riesco a donarlo agli altri ancor meglio...tutto il resto non conta più,' niente nemmeno Sperare, Credere...tutto e' un' Illusione...oramai... 

Per quanto diverse e straordinarie sono le nostre storie, c'è qualcosa che le accomuna, le emozioni, il dolore: e' il Filo dei Sentimenti che ci unisce più' o meno e per cui, ci possiamo ritrovare nelle altre storie senza per forza aspettare ma con una semplicità' unica... ed emozionante, magica...


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