Gruppi di "Peer Support" on line rivolti a giovani con condotte autolesionistiche. Un’analisi linguistica mediante LIWC delle interazioni in gruppo.

 

a cura di G. Martorana e P. Alfano

Lavoro presentato al  XVI Congresso Nazionale della Sezione di Psicologia clinica e dinamica, Pisa, 21 settembre 2014.

 

INTRODUZIONE

L’autolesionismo, spesso indicato in letteratura come “Non Suicidal Self Injury”, è stato definito dall’International Society for the Study of Self-Injury come la deliberata e auto-inflitta alterazione del proprio tessuto corporeo, senza intento suicida e per scopi non socialmente accettati (ISSS, 2007). Tale pratica sembra essere sempre più diffusa tra i giovani dei paesi occidentali. Solitudine, pensieri e sentimenti negativi, senso di colpa, insicurezza, rabbia in risposta a situazioni stressanti, sembrano essere tutti fattori che alimentano le condotte autolesionistiche (Nock et al., 2006).
Nonostante la sua ampia diffusione, l’autolesionismo è un fenomeno spesso nascosto negli adolescenti (Madge et al., 2012). Partendo da quest’osservazione, nell’ambito del programma specifico Daphne III, finanziato dalla Comunità Europea, sono stati sviluppati, all’interno del sito web SIBRIC.it (www.sibric.it), degli ambienti virtuali protetti per i giovani autolesionisti, ricorrendo a meccanismi di supporto on-line, in particolare servizi di peer to peer.
I servizi di supporto tra pari on line sono sempre più diffusi e riconosciuti come risorse utili per fornire un efficace supporto a persone altrimenti isolate come i giovani autolesionisti. Difatti, secondo Whitlock et al. (2007), internet è uno strumento molto utile per esprimere sentimenti e comunicare con gli altri. Poiché l'espressione di sé e la sana interazione sociale sono componenti critici per l’autolesionista, i gruppi di sostegno virtuali potrebbero essere un luogo produttivo ed efficace sia nel trattamento che nella prevenzione (Whitlock et al., 2007). Inoltre, la narrazione è strumento di conoscenza e di costruzione del sé, può stimolare la riflessione, la riorganizzazione di eventi della propria esistenza e la capacita di attribuire loro un significato (Bruner, 1986).
Alcuni recenti studi riferiscono che si verifica una riduzione della frequenza degli episodi autolesionistici dopo la partecipazione a comunità virtuali (Johnson, Zastawny & Kulpa, 2010); sulla base di questi risultati abbiamo attivato dei servizi di peer to peer, in particolare i gruppi di supporto on line moderati da esperto. L’idea alla base era che i giovani autolesionisti potessero qui condividere i loro problemi con altre persone che hanno problemi simili, il tutto in un ambiente virtuale protetto e nel rispetto della privacy dei partecipanti.
Obiettivo di questo lavoro è, attraverso dati self report e le chat, analizzare l’associazione tra processi psicologici, il miglioramento dello stato di salute (es. frequenza di episodi autolesionistici) e la partecipazione ai gruppi, fornendo ulteriori spunti di ri-flessione circa l’utilizzo dei gruppi di supporto tra pari on line.

 

 
METODO
Il gruppo è composto da 52 soggetti (Maschi= 7%, Femmine=93%), autolesionisti o con storia di autolesionismo, di età compresa tra 13 e 25 anni (M= 19,34 SD=3.6), che hanno fatto richiesta tra il 2011 ed il 2012 di partecipare all’esperienza dei gruppi di supporto on line su Sibric.it.
I gruppi di supporto venivano costituiti sulla base della richiesta dei partecipanti, dunque venivano formati appena si raggiungeva un numero minimo di 5 soggetti. Nel corso dei due anni sono stati costituiti 6 gruppi chat, ed ogni gruppo ha svolto un totale di 12 incontri.
Strumenti:
- Questionario pre-post per la valutazione degli indici di salute (la frequenza episodi autolesionistici)
- Gruppi di supporto tra pari on-line
I testi dei report dei gruppi on line sono stati sottoposti ad un’analisi del contenuto attraverso il software di analisi linguistica e conteggio parole LIWC (Pennebaker et al 2007), focalizzando l’attenzione sulle emozioni e sulla dimensione dei processi psi-cologici. Si è reso opportuno analizzare le chat relative a tutti gli incontri previsti. LIWC analizza ciascun testo su 74 dimensioni. Per ogni gruppo è stato dunque possibile ottenere un indice per ognuna di queste 74 nuove variabili. Si è focalizzata l’attenzione in particolare sulle emozioni e i processi psicologici.

 

 

RISULTATI
Da un confronto pre-post emerge che i partecipanti ai gruppi chat hanno mostrato una riduzione nel numero degli episodi autolesionistici settimanali (p < .000). Sono state evidenziate delle differenze statisticamente si-gnificative in alcune variabili LIWC, in particolare: “emozioni negative” (p=0,001)
“ansia” (p=0,004), “emozioni positive” (p=0,003) “rabbia” (p=0,02), soprattutto in quei gruppi dove si è ri-scontata una partecipazione assidua.
Nessuna differenza significativa è emersa rispetto la presenza di moderatori di chat diversi rispetto i processi analizzati con il LIWC.
 
 
CONCLUSIONI
Emergono differenze statisticamente significative soprattutto nelle dimensioni relative agli aspetti emotivi e psicologici che sembrano aumentare lungo i vari incontri (Tab. 1). In particolare, l’esperienza dei gruppi di supporto on line avrebbe un effetto positivo circa la verbalizzazione e la presa di consapevolezza delle proprie emozioni contrastando cosi, in linea con le ricerche di Pennebaker, l’utilizzo di meccanismi e strategie tese all’inibizione delle proprie emozioni e conseguentemente al peggiora-mento del proprio stato di salute.
Questo studio, in linea con altri lavori, sembra fornire dati favorevoli circa l’utilità dei gruppi di supporto tra pari on line nel raggiungimento e supporto dei giovani autolesionisti (Johnson, Zastawny & Kulpa, 2010; Mitchell & Ybarra, 2007; Whitlock et al., 2007), tuttavia, considerata la limitata ricerca sull'efficacia dei servizi di sostegno tra pari on line, specificamente per l’autolesionismo, la ricerca futura è necessaria per dimostrare l'evidenza.
Questo lavoro fornisce inoltre ulteriori dati per una maggiore comprensione dei servizi di supporto on line, e per il lavoro on e off line coi giovani autolesionisti, agevolando così lo sviluppo di servizi più efficaci e significativi per aiutare coloro che si autoferiscono.
 
 
Key Words: self injury, adolescenza, LIWC, peer support, sibric.
 
 
BIBLIOGRAFIA
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