Alcune brevi considerazioni sull'utilizzo di internet per la ricerca in psicologia.

di Giuseppe Martorana

L’ausilio di un sito web ai fini della ricerca risulta essere un modo del tutto nuovo, almeno in Italia, di condurre la ricerca psicologica, nonostante vi sia un discreto riscontro in altri paesi.

Come ogni lavoro pionieristico, quest’approccio alla ricerca ci mette davanti a molti interrogativi, a proposito di quelli che sono i vantaggi ma anche i limiti derivati dall’utilizzo di internet, d’altronde, ogni “cambiamento” implica spesso ansie e timori che possono essere più o meno fondati.

A questo proposito, con l’obiettivo di vagliare la reale utilità di un simile approccio alla ricerca psicologica, tenterò di fare una lettura obiettiva di tale approccio, prendendo in considerazione quelli che sono i limiti ed i vantaggi offerti dalla ricerca su internet.

Per un raffronto diretto, vorrei innanzitutto riportare un lavoro compiuto da un gruppo di ricercatori inglesi, Craig D. Murray, Anna Warm and Jezz Fox (2005), i quali hanno intervistato, per mezzo di internet, un campione di 128 adolescenti autolesionisti, allo scopo di approfondire alcuni fattori fenomenici caratteristici del SIB. Tali ricercatori, dopo attenta esamina delle interviste hanno concluso il loro studio presentando un quadro del self injurer “tipico” così delineato: generalmente appartenente al sesso femminile, spesso con storia di abuso sessuale o fisico, e portatore di disturbi alimentari. Il loro campione ha inoltre evidenziato la tendenza a ledersi braccia e gambe, con frequenza giornaliera o settimanale, e la continua preoccupazione di doverle nascondere agli altri.

Tra le motivazioni riportate dai soggetti per giustificare le loro azioni le più frequenti sono state: che li aiuta a ridurre l'ansia, la confusione, e la depressione. Tale studio inglese è un’ulteriore conferma di come internet, possa essere uno strumento efficiente per studiare il SIB, considerato che aiuterebbe i ricercatori a delineare le caratteristiche del fenomeno, dato che l’eterogeneità di tali soggetti non permette di effettuare uno studio quantitativo che possa racchiudere tutte le sfaccettature del fenomeno.

Per approfondire le modalità, i vantaggi ed i limiti, della ricerca su internet vorrei rifarmi ad un filone di ricerca condotto da uno psicologo israeliano, Azy Barak, il quale ha approfondito la relazione tra internet e la psicologia soffermandosi sulle possibili applicazioni psicologiche di internet. Secondo Barak, le possibili applicazioni sono:

  • Risorse informative su problemi e concetti psicologici
  • Guide di autoaiuto(self-help)
  • Valutazione psicologica e test
  • Aiuto nella decisione di andare in terapia
  • Consulti psicologici a sessione unica attraverso la posta elettronica o i newsgroups
  • Consulti e terapie personali attraverso la posta elettronica
  • Consulti in tempo reale attraverso le chat, e la tele- e video-conferenza
  • Gruppi di supporto sincroni e asincroni, gruppi di discussione e counseling di gruppo
  • Ricerca psicologica e sociale
  • Informazioni su servizi psicologici specifici

Tra queste, tra quelle che ci interessano, vorrei sottolinearne due, la ricerca psicologica e sociale, e la valutazione psicologica. Per cominciare Barak fa una distinzione tra i test su internet, da una parte quelli ottenuti mediante la semplice conversione degli item in un programma con relative istruzioni e item di prova, e dall’altra quelli “interattivi” in cui gli item da compilare sono determinati dalle scelte dell’utente (auto-determinati) o dal computer (adattamento computerizzato), allo scopo di migliorare l’affidabilità dei risultati.

Tra i vantaggi attribuiti ai test creati elettronicamente vi sono la facilità nel disegnarli, crearli, alterarli e distribuirli (English, 1996), inoltre una volta creati in forma digitale possono essere convertiti in qualsiasi forma per la distribuzione, per spedirlo via mail o internet. Un altro vantaggio può essere relativo alle copie illegali, i test infatti, possono essere protetti dalla stampa o dalla duplicazione tramite software adatti. Infine i dati possono essere raccolti in una relativa sicurezza per proteggere la privacy. Per quanto riguarda la somministrazione dei test via internet, Barak elenca una serie di vantaggi e svantaggi. I vantaggi considerati da Barak sono diversi:

  • La somministrazione via internet permette una valutazione veloce, semplice, conveniente, ed altamente accessibile.
  • Le risposte vengono segnate elettronicamente (attraverso un semplice click del mouse) e i risultati sono subito pronti per lo scoring (ed altri usi statistici).
  • Lo scoring è fatto elettronicamente e di conseguenza permette di ridurre al minimo gli errori.
  • E’ possibile aggiornare le istruzioni, gli item, le tecniche di scoring, e le norme tramite il computer in brevissimo tempo.
  • I test possono essere “scaricati” da qualunque posto ed in qualsiasi momento.
  • C'è un risparmio notevole sui materiali.

Come si evince da questi dati, i vantaggi non sono pochi, ma è bene considerare che “non è tutto rose e fiori”, infatti vi sono anche alcuni svantaggi:

  1. Molti dei test su internet non sono professionali, o al meglio non sono utilizzati in accordo con standard di validità, costruzione e selezione degli item, consistenza interna, attendibilità, validità esterna ed interna.
  2. L'interattività di alcuni siti web impedisce il mantenimento della propria privacy causato dalla richiesta di registrazione con raccolta di dati sensibili, e sebbene gli stessi promettono di mantenere la privacy, ciò non sempre accade.
  3. Considerato che la somministrazione dei tests è mediata da internet, è impossibile confermare che l'utente abbia ben compreso le istruzioni per la compilazione degli stessi. Non è dunque possibile assisterlo nella compilazione, e ciò può distorcere la validità del risultato.
  4. I test sono pubblicati e offerti all'utente senza nessuna moderazione, per cui non è possibile evitare la compilazione a chi non dovrebbe.

Concludendo, mi pare doveroso aggiungere che, la ricerca condotta attraverso internet non deve esser considerata né un sostituto, né un’antagonista della ricerca classica, bensì una valida alternativa in alcuni casi, ed un utile completamento od un confronto in altri, come dimostrato anche da alcune ricerche riportate da Barak & English:

  • «Smith and Leigh (1997) hanno confrontato i risultati di una intervista su fantasie sessuali attraverso un test carta/matita a 56 studenti al primo anno di psicologia , e a 72 navigatori del web che hanno volontariamente compilato i questionari su internet. Questi ricercatori non hanno trovato differenze significative tra le due serie di dati. Inoltre, le differenze relative a uomini e donne nei due campioni sono state simili sia in uno che nell'altro campione» (Azy Barak & Nicole English, 2002).
  • «Bicanich Slivinski, Hardwicke, and Kapes (1997) hanno riportato un progetto di ricerca nella quale una batteria di test professionali su internet e su carta (a due campioni di studenti della scuola professionale secondaria e post secondaria) non hanno fornito una dettagliata descrizione delle ricerche, ma hanno riportato che i risultati del test nelle due versioni sono similari, e soprattutto hanno riportato che uno studente su tre preferisce la compilazione dei test su internet a quella carta/matita» (Azy Barak & Nicole English, 2002).

Bibliografia

  • Craig D. Murray, Anna Warm and Jezz Fox (2005), An Internet survey of adolescent self-injurers.
  • Barak, A. (1999), Psychological applications on the Internet: A discipline on the threshold of a new millennium
  • Barak, A., English, N. (2002), Prospects and Limitations of Psychological Testing on the Internet.

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