Nel giugno 2019 è stato avviato un progetto, promosso dalla Fondazione Demaestri onlus, in collaborazione con l'ASL-5 spezzino, il Comune di Borghetto Vara e l'Associazione Nuove Generazioni onlus, con il contributo della Fondazione Carispezia, che prevede attività di consultazione psicologica e servizi di consulenza on line (sul sito www.sibric.it) per giovani con storia e/o episodi di comportamenti autolesionistici e loro familiari.

Il progetto nasce dall'esperienza decennale con SIBRIC.it, con lo scopo di aiutare giovani e famiglie a fronteggiare questo fenomeno.

 

Negli ultimi anni stiamo assistendo alla crescente diffusione, tra giovani edadolescenti, di condotte autolesive non suicidarie (in letteratura NSSI), intesecome lesioni volontarie della superficie corporea (tagliarsi, bruciarsi, graffiarsi,colpirsi).Questo fenomeno, già ampiamente diffuso nei paesi anglosassoni, oggisi sta diffondendo in maniera sempre più allarmante tra i giovani italiani,sottolineando come tali condotte possano rappresentare significativi indicatori diun crescente malessere giovanile. I giovani che si autolesionano lo fannoprincipalmente perché non hanno trovato altro modo di affrontare i problemi ele sofferenze emotive nelle loro vite. Spesso i fattori scatenanti possono essereepisodi di bullismo, isolamento sociale, oppure relazioni conflittuali con la famiglia.Secondo una recente ricerca promossa dalla Società italiana di pediatria e dalministero dell’Istruzione (Miur), su 10.000 ragazzi e ragazze, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti da tutte le regioni italiane, l’80% dei ragazzi ha vissuto undisagio psichico, e il 15% afferma di essersi autoferito almeno una volta. Un datoallarmante se si pensa che la presenza di questi comportamenti, nella letteraturascientifica, sia un fattore correlato ad un aumentato rischio di suicidalità inadolescenza. Difatti, sebbene autolesionismo e suicidio siano fenomeni confunzioni diverse esiste una forte comorbilità, come indica uno studio pubblicato suLancet che segnala come il 60% delle persone che si sono suicidate avevanoavuto in precedenza comportamenti autolesionisti (Paul Moran et al., 2012). Purtroppo però, nonostante il rapido diffondersi di questi comportamenti, e lacrescente attenzione dei media e dei clinici, in Italia non ci sono ancora serviziadeguati a fornire un supporto, un aiuto a questa utenza ed alle loro famiglie. Perquesto, scopo del presente progetto è duplice, da una parte accrescere ediffondere le conoscenze sulle condotte autolesive per ridurre lo stigma efavorirne la comprensione, dall’altra si mira a contrastare il fenomeno, attraversoazioni di prevenzione ed intervento precoci.Questo progetto intende sviluppare un’attività di prevenzione secondaria eterziaria al fine di individuare precocemente ed accogliere i giovani autolesionistie le loro famiglie, fornendo loro servizi di supporto e consultazione altamentespecializzati volti alla co-costruzione del percorso terapeutico più idoneo. Taliforme di supporto saranno offerte nella provincia spezzina attraverso i due centridislocati a Brugnato e La Spezia, ma anche a distanza, attraverso il portale webdedicato (www.sibric.it). Per raggiungere l’obiettivo si intende sviluppare una retedi lavoro in grado di fornire un punto di riferimento per questi giovani, aiutandoliad uscire dall’isolamento, facilitando ed (ac)cogliendo la richiesta di aiuto loro edei familiari. Nel far ciò un ruolo fondamentale sarà svolto dal portale on line(www.SIBRIC.it), quale strumento in grado di accogliere le domande dei ragazziprovenienti da tutto il territorio sia provinciale che nazionale.Obiettivo secondario sarà accrescere e diffondere le conoscenzesull’autolesionismo, potenziando così la preparazione degli operatori (psicologi,psichiatri, insegnanti, etc…) che lavorano con i giovani.


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